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Il CrossFit, storia di un allenamento da 4 miliardi di dollari

Il CrossFit, storia di un allenamento da 4 miliardi di dollari6 min read

Alice Palombarani

Divertimento, fatica, tenacia. Il CrossFit appassiona migliaia di praticanti in tutto il mondo e, caratterizzato dall’intenso allenamento e dall’eterogeneità dei movimenti, è protagonista di un dibattito fra coloro che lo vedono come una semplice attività fisica e chi, invece, lo interpreta come uno sport a sé stante e uno stile di vita da praticare tutti i giorni. Nel frattempo il brand ha conquistato le palestre di tutto il mondo e il suo fatturato continua a crescere.

La storia (recente) del CrossFit

Andando a Pompei o alle Terme di Caracalla non troveremo mosaici che raffigurano l’atleta di CrossFit. Questa disciplina compie infatti il suo primo ventennio proprio nel 2020. Tutto iniziò negli ultimi decenni del XX secolo, quando Greg Glassman e Lauren Jenai idearono la società CrossFit, Inc. nata nel 2000. Oggi si stima valga fino a 4 miliardi di dollari. Partendo dalla palestra numero uno di Santa Cruz, in California, nei primi anni del nuovo millennio il metodo esplode e si diffonde in tutto il mondo diventando un vero e proprio “movimento”. Un successo planetario che, oggi, è testimoniato dalle oltre 15.000 palestre affiliate. Queste, dette “box”, beneficiano del brand name pagando la formazione del personale e un canone annuale di 3.000 dollari. Sono inoltre libere di stabilire i prezzi in modo autonomo, secondo il modello di business decentrato.

Lungi dal rimanere un’idea statica, la disciplina fondata da Greg Glassman e Lauren Jenai si è evoluta nel tempo. Ora esistono programmi ad hoc dedicati a donne in gravidanza, anziani e adolescenti. Ad oggi, l’universo CrossFit si è ampliato. CrossFit Foundation è la fondazione a sostegno di palestre e organizzazioni caritative che usano il metodo a supporto delle proprie comunità. Il programma CrossFit Health Education invece, raccoglie lezioni, webinar e conferenze su temi quali l’obesità e il diabete. Si può ipotizzare che parte del successo del movimento risieda nella creazione di un forte senso di appartenenza. Fra le altre, i promotori si impegnano nelle cosiddette CrossFit Battles contro un avversario rappresentato dalle industrie del fitness, dell’alimentazione, del cibo e delle bevande che – come si legge sul sito web – avrebbero “criminalizzato” le attività quotidiane di palestre e allenatori.

Greg Glassman e Lauren Jenai, fondatori di CrossFit, Inc.

Un mix di diverse discipline

Il CrossFit si compone di una galassia di esercizi mutuati da altre categorie. I suoi percorsi seguono una traiettoria che va dalla ginnastica al nuoto, dalla corsa al sollevamento pesi, le sessioni di allenamento quotidiano contemplano l’utilizzo di bilanceri, kettlebell, palle mediche e vogatori. Da qui il nome che è composto da “cross” e “fit” e che indica la contaminazione di differenti attività. Data l’eterogeneità dei movimenti del CrossFit, ci si potrebbe domandare se consista in un semplice programma di allenamento fisico o, al contrario, in un vero e proprio sport che nel tempo si è strutturato in competizioni a livello sia locale che globale.

Uno spunto di riflessione viene dal fatto che il CrossFit rappresenti molto di più dell’unione delle sue parti: numerosi crossfitter, infatti, interpretano la pratica come una vera e propria filosofia e stile di vita. Questa cultura si esprime anche con la “dieta Paleolitica”, filosofia alimentare che prevede l’assunzione di proteine e verdure a scapito di altri nutrienti, come i carboidrati. Gli allenamenti hanno presto raggiunto livelli agonistici tanto che ogni anno, a partire dal 2007, vengono organizzati i CrossFit Games, giochi sportivi che collegano atleti da tutto il mondo grazie anche alla presenza di una vasta community online.

Sport, work-out o rischio per la salute?

Il fondatore Greg Glassman non vede il CrossFit come un semplice sistema di fitness, bensì “un deliberato tentativo di ottimizzare l’abilità fisica in ognuno dei 10 domini di fitness riconosciuti”. Se il termine “sport” fosse visto come un’etichetta, si potrebbe demandare alla soggettività di ciascun praticante. La scelta è libera: abbracciare il CrossFit come stile di vita o di praticarlo semplicemente come un programma di “Workout of the Day”. Questi sono allenamenti quotidiani da svolgere secondo le indicazioni che è possibile consultare sul loro sito. Ma non ci sono solo stelle. I programmi di CrossFit sono oggetto di critiche che si focalizzano sul rischio di lesioni dovute all’alta intensità dell’allenamento.

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Sono anche il metodo di formazione degli allenatori e l’importanza data alla performance a scapito della tecnica, a destare dubbi. Inoltre le controversie si concentrano soprattutto sulla metodologia dell’allenamento che, se eseguito ad alta intensità (HIT – High Intensity Training), potrebbe causare rabdomiliosi da sforzo, ossia la rottura delle cellule muscolari e il rilascio del loro contenuto nel sangue. D’altra parte, l’attività fisica connessa al CrossFit permette il rafforzamento del tono muscolare e cardiocircolatorio dell’atleta, il miglioramento dell’umore e dell’autostima. La varietà dei movimenti basati sulle dieci colonne (resistenza cardiovascolare e respiratoria, resistenza muscolare, forza, flessibilità, potenza, velocità, coordinazione, agilità, equilibrio e precisione) permetterebbe di svolgere un allenamento sempre diverso – e per questo divertente e stimolante.

crossfit

Un fulmine a ciel sereno sul CrossFit

Ultimamente CrossFit, Inc. è stata al cento di una news che ha fatto il giro del mondo. Il fondatore Greg Glassman ha rassegnato le proprie dimissioni da CEO, conservando tuttavia la proprietà dell’azienda. La causa scatenante sarebbe il suo punto di vista divisivo sul movimento contro il razzismo esploso negli Stati Uniti a seguito dell’omicidio di George Floyd. Quando, con un tweet, si è riferito a lui come “Floyd-19”, Reebok – sponsor di “CrossFit Games” – ha revocato gli accordi con l’azienda. Di fronte all’indignazione di allenatori e palestre affiliate, l’ormai ex amministratore delegato si è scusato e ha fatto un passo indietro.

Nonostante le turbolenze che sta affrontando, il CrossFit rimane il cuore di una rete globale di amatori e istruttori che continuano a interpretare l’attività sportiva non solo come allenamento, ma anche come pratica sportiva con ricerca di equilibrio capace di arricchirsi di ulteriori significati e di farsi motore del cambiamento dello stile di vita individuale e collettivo.

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