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Lo spettacolo delle MMA con Scatizzi e Cassella

Lo spettacolo delle MMA con Scatizzi e Cassella3 min read

Giulio Gezzi

Troppo spesso abbiamo avvertito un certo alone di ignoranza che copre e opacizza il mondo delle MMA e delle Arti Marziali in generale. Un’ignoranza dettata anche dalla cattiva comunicazione che spesso ha accompagnato queste discipline. Tristemente, fatti di cronaca come quello dei fratelli Bianchi, ripropongono schemi vecchi e dettati spesso da mal di pancia momentanei. Ecco che si grida quindi al mostro sportivo e non a quello umano; si addita la violenza fisica di una disciplina (arte) marziale e non la pericolosità di chi devia dagli insegnamenti sportivi.

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Daniele Scatizzi

Anche di questo abbiamo parlato con Daniele Scatizzi e Remo cassella: rispettivamente fighter MMA in forze al circuito Bellator; e maestro di Brazilian Ju Jistu della scuola Nemeos. Due mondi distanti ma complementari. Non solo perché gli elementi di lotta a terra propri del Ju Jistu sono parte integrante delle Mixed Martial Arts ma perché rappresentano gli antipodi dello stesso mondo. Da una parte il professionista riconosciuto e affermato a livello internazionale; dall’altra il maestro che forma, o dovrebbe formare, i campioni futuri. Dovrebbe, perché ovviamente l’anno pandemico ha interrotto drasticamente o sensibilmente diminuito l’attività delle palestre.

Nell’intervista doppia, trasmessa in diretta streaming sul nostro canale Twitch, i due si sono confrontati, portando alla luce non pochi aspetti forse ignoti o ignorati dai più. Ad esempio il fatto che questi due sport non siano riconosciuti ufficialmente dal CONI. Non che questo sia un male, a sentire Daniele Scatizzi che preferisce l’approccio privatista (all’americana) piuttosto che quello istituzionale delle Federazioni. “Un problema tutto fiscale” è convinto Remo Cassella, il solito groviglio burocratico fatto sicuramente per mantenere ordine e uniformità d’azione, insieme a qualche privilegio.

Cosa manca alle MMA e Arti Marziali italiane

Un peccato, visto che il movimento delle MMA e delle Arti Marziali italiane è in crescita. I successi in UFC di Marvin Vettori sono solo la punta di un iceberg che ha le sue radici in milioni di appassionati nel nostro Paese. Si percepisce come uno spettacolo monco. Una pièce teatrale il cui regista è stato licenziato a tre giorni dalla prima. Manca una comunicazione corretta, un’attività giornalistica che porti le persone ad appassionarsi davvero. “Se guardo una partita di calcio commentata da un telecronista bravo, io mi appassiono anche se non conosco il fuorigioco o se la partita finisse zero a zero”, queste le parole del maestro Cassella. 

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Remo Cassella

Una spettacolarizzazione che invece è stata ben recepita altrove, soprattutto per quanto riguarda le MMA. “Noi siamo contrattualizzati direttamente con la promotion” ovvero con chi organizza gli incontri e la loro spettacolarizzazione, ci spiega Daniele Scatizzi. Il fighter è chiamato quindi a combattere per alimentare lo spettacolo. Lo spettacolo vende, perché è uno show godibile e fa appassionare la gente. Le persone si appassionano, il mercato si alimenta, gli sponsor investono e nascono nuovi campioni. Circuito creato. Tutto però parte dal racconto, da come lo spettacolo viene narrato e da quanto si riesce a trasmettere passione. Perché lo sport, tutti gli sport, sono questo.

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